
molto semplicemente il blog di Virna. Per sperimentare, raccontare, sfogarmi, confrontarmi.
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Periodo svogliato, senza grandi stimoli. Solite cose da fare niente di exiting all’orizzonte….dopo aver passato un 2006 pieno di emozioni questo 2007, al momento, è pieno di noia! Non dovrei lamentarmi ma la mia insofferenza alle cose più o meno sempre uguali mi fa vivere il passare del tempo con un po’ di disagio. Non ho nemmeno più voglia di scrivere sul blog……manca un mese al corso di vela….speriamo che mi dia un po’ di emozioni.
oggi potrei dirvi che spesso faccio cose insulse, come le flessioni al mattino alle 6.30, e poi ho male ad alcuni muscoli ormai dimenticati. oppure che ballare fino a tardi, fare sesso e svegliarsi presto per fare le flessioni ed andare al lavoro son cose che ad una certa età si pagano. ed invece vi voglio consigliare un libro che sto leggendo e che mi piace "quando il rosso è nero" un giallo di uno scrittore cinese. premetto che non l'ho ancora finito però sono rimasta affascinata da subito da questo modo di scrivere orientale pieno di citazioni di proverbi, poesie, modi di dire così diversi dai nostri. a quale occidentale verrebbe mai in mente di descrivere la forma di un viso paragonandola ad un seme d'anguria? senza trascurare la descrizione della nuova Cina che, avendone visto un pezzetto di recente, ho riscontrato del tutto realistica, anche se l'autore con nome improponibile, vive in america. da leggere sicuramente.
sabato ho fatto la mia prima vera esperienza in barca a vela. gran sole e vento discreto. devo dire che mi sono divertita, nonostante non abbia capito nemmeno la metà delle cose che dicevano e facevano i 2 comandanti. loto hanno tentato di spiegarmi i rudimenti ma......il mio povero cervello non voleva associare termini quali "lascare" o "cazzare" ad altri più elementari quali "lasciare" e "tirare". quando riuscirò a fare queste semplici traduzioni dal linguaggio marinaro a quello normale, sarà tutto più semplice. al momento mi sono procurata un glossario nautico e sto cercando di familiarizzare con quasta terminologia astrusa, poi passeremo alla pratica
per farvi dormire sonni sereni e soprattutto perchè tengo molto al vostro buon italiano vi informo che la la prestigiosa "Accademia della Crusca" ha decretato che si può usare "Euri" come plurale di Euro. quindi adesso potete sbagliare sapendo di non farlo!
devo dire che non sono una che si stupisce più di tanto, più che altro mi incuriosisco o resto perplessa. ed è questo che è successo quando ho letto che la nuova frontiera dei libri è il "book trailer". la perplessità è una sensazione dovuta vista l'idea di raccontare un libro incuriosendo, per promuoverlo ovviamente, mi pareva un pò balzana. però.........però, in fin dei conti, è divertente e, a modo suo una nuova forma di comunicazione, di arte. un libro in pochi secondi. una nuova versione di reader's digest per pigri e curiosi. per farvi un'idea date un'occhiata qui, qui e qui poi ditemi cosa ne pensate.
Oggi un po’ cose sparse….
Intanto venerdì pomeriggio, in centro, ho incontrato il vecchio giornalaio. Mi ha chiamata lui…..anche se era in compagnia della moglie. È stato simpatico, un paio di battute e saluti. Continua a fare il giornalaio ma in un’altra zona di Torino.
Sempre venerdì “laboratorio” che io definirei degustazione di 3 torte al cioccolato con abbinati 2 vini e una birra, secondo il proprio gusto. Le torte: torta 900 del canavese , troppo dolce per i miei gusti, data la farcia di crema chantilly che si abbina benissimo con la birra Baladin Noel. La Torta sabauda decisamente più interessante al palato visto la presenza di nocciole e meno dolce. Ottimo abbinamento con il pinot nero chinato. Ultima, anche perché più “pesante” la torta Pistocchi un vero must per gli appassionati di cioccolata ma una vera mazzata per lo stomaco!. Forse non dovevo mangiare tutta la fettazza che ci hanno dato……l’abbinamento poteva essera con un Porto invecchiato 10 anni ma…..troppo dolce per me. Ho proseguito con ll pinot nero. Ovviamente non ho cenato e sono andata a ballare per smaltire un po’!
Come al solito weekend dedicato al cinema: Borat, simpatico e demenziale, mi ha ricordato i divertenti film dei Monty Python. Anche Black book mi è piaciuto, scorre bene è un bel film d’azione, ambientato in Olanda alla fine delle II° guerra mondiale dove i “cattivi” non sono poi così cattivi e poi Diario di uno scandalo. Film interessante, storia di un’”amicizia” tra due donne vissuta da loro in modo diverso e di uno relazione scandalosa tra un quindicenne e la sua Prof. con una bravissima Judi Dench.
E i libri: “sabotaggio d’amore” di Amelie Nothomb. Mi avevano parlato bene di questa scrittrice ma…..usa un linguaggio aulico per far parlare la sua protagonista, una bambina di sette belga che vive a Pechino. Cattiverie tra bambini…..non mi ha lasciato niente, anzi no, un leggero senso di fastidio…..Nemmeno “le tette di una diciottenne” di Etgar Keret mi ha fatto impazziare. Una serie di racconti brevi, un po’ surreali, alcuni riusciti altri meno. Ultimo “tu mia dolce irraggiungibile” della Scopettone, ennesimo caso della detective Laurano. A me questa scrittrice piace anche se i litigi "d’amore”tra la protagonista e la sua compagna di vita, ogni tanto mi risultano indigesti
l'aver riottenuto il venerdì corto è proprio una gran figata! pomeriggo free sto arrivando......
e come disse quel tale…il dado è tratto! Non ho attraversato nessun fiume, però ho appena pagato l’acconto per il corso di vela che farò tra poco più di un mese. La decisione è stata presa inizialmente più per fare contento il mio lui che per mia convinzione, però adesso, vedendo le belle giornate, iniziando ad impratichirmi sulla terribile nomenclatura navale, divertendomi a fare i nodi….la voglia di fare stò corso sta crescendo. Certo che leggere le regole che governano le basi veliche del cvc ho più l’impressione di finire in caserma, e visto che non ho fatto il militare potrebbe essere un’esperienza, che in un posto dove ci si diverte. Staremo a vedere…..
Seconda, e ultima, parte del racconto....
qualche giorno fa ho parlato del mio amico Toju e del suo bel libro in attesa di editore. visto che Toju, Vittorio per il mondo, mi ha mandato anche un racconto, che è stato pubblicato su l'Indice dell'agosto 2005, ve lo propongo a puntate.
...una birra da Angelita, giù al vecchio porto. Angelita è stata una bella donna. Era la più bella di tutto il porto. Nella sua Cantina, la sera, si riunivano i pescatori a raccontarsi delle burrasche, dei mostri marini, delle pescate favolose, delle donne ... Ora Angelita è vecchia e la sua casa è molto più vecchia di lei. Il porto del pesce non esiste più. L’unica memoria è l’immenso pontile che si allunga nell’oceano. Le travi rose dalla salsedine lasciano ampi spazi sotto i piedi che, incerti, avanzano sperando che le assi non cedano. I giganteschi paranchi arrugginiti, servono solo da scenografia ai voli dei gabbiani, cormorani, sule, pellicani, che si sono riappropriati dello spazio; quello di terra, il cielo è sempre stato loro. Ora il pontile è un lungo dito nero puntato sull’orizzonte, utile solo a scaricare i piccoli cesti di pesce che solitari pescatori strappano faticosamente al mare. Angelita a volte esce dal suo caffè. Fa scivolare fuori il corpo rinsecchito e guarda in fondo alla strada. Tutto il mondo alla fine del suo mondo. Il suo sguardo vaga attento nella luce caliginosa del tramonto che avvolge le vecchie case di legno dalle pareti schiodate. Angelita ha un brivido. Si chiude il golfino rosso al collo e lancia un ultimo sguardo miope al fondo della via, poi, rientra nella sua vita.Non so perché ti racconto di Angelita. Forse perché anche lei mi è sembrata persa. Lì in quel posto dismesso. Persa, senza mai uscire dal suo mondo. Persa a poco a poco, insieme alla vecchiaia, alla solitudine che, sempre più spesso è andata a visitare la sua osteria. Trovandosi così bene da non abbandonarla più. La prima volta che mi sono perso, trovare Angelita è stato come una boccata d’aria fresca. E’ stato come ritrovare una vecchia amica. Perché, vedi, la prima volta non mi sono perso così, su due piedi; ho anche cercato di spiegare. Ho lasciato delle tracce. Non è poi così facile perdersi. Ho capito che mi sarei perso il giorno del nostro arrivo. Sì, perché eravamo in due, io e lei. Da quel momento le ho scritto una lettera al giorno. Le scrivevo mentre dormiva o era uscita o non eravamo insieme per qualche altra ragione. Lei le avrebbe lette tutte al suo ritorno. Le ho scritto come ad una persona troppo vicina. Proprio nel momento in cui eravamo solo noi. Sapevamo entrambi che con la fine del viaggio sarebbe terminata anche una parte della nostra vita. Il viaggio era stato solo una scusa di cui ci eravamo serviti per salutarci. Spedii le lettere di nascosto, durante le sue assenze, in cui pregustavo il veleno della nostra definitiva lontananza. Come nei nostri film, che finivano quando davvero era finita. Due vite che si biforcano. Due sassolini trascinati lontano dalla corrente e modellati dallo stesso fiume in modo diverso. Forse fino a non riconoscersi più. Per me è stato come raccontarle un viaggio che aveva già fatto. Per lei, forse, leggere il suo viaggio con gli occhi di un altro. Un mondo letto in due modi completamente diversi. Due mondi. Le due facce della vita. Sarei curioso di leggere la sua versione, non solo di quel viaggio, ma di tutto il tempo passato e vissuto insieme, ma ora è tardi, troppo tardi.
devo dire in sincera onestà di aver passato dei weekend migliori. Le prospettive erano ottime, blograduno +cioccolatò e una bella domenica al cazzeggio ed invece…….l’annientamento assoluto o quasi. Sarà stata la sbornia non smaltita di mercoledì su giovedì i cui fumi si sono perpetuati fino a venerdì, a poco è servita la tisana di acqua salvia e limone, salvia procurata in questa landa desolata da un collega premuroso e preoccupato, sorbita venerdì mattina. La sera ero in uno stato non identificabile, con sensazioni tra le più differenti che vi risparmio perché persona sensibile. Sarà che a forza di voler sempre fare un sacco di cose, incurante delle poche ore di sonno e dello strapazzo fisico, fisico che ultimamente non vuol più star dietro alla testa che continua ad andare per la sua strada, prima o poi ci si deve fermare. Sarà quel che sarà di certo c’è che sabato ero una larva. Infatti ho dormito tutto il giorno! Non riuscivo a stare sveglia, a pensare, a muovermi. Che disastro!
questa mattina il percorso per andare al lavoro mi ha offerto una bella varietà di eventi atmosferici. a torino tutto normale. verso rivoli nebbia fitta che non riuscivo quasi a capire dov'ero. proseguendo verso la mitica val susa squarci di sole si alternavano a nuvole basse, verso il fondo della valle il nero più totale. e poi sotto una pioggerellina sottile è apparso il più bel arcobaleno che mi ricordi. l'intensità dei colori sui due lati dell'arco era incredibile. una bella emozione.